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 Dedicato alla memoria di Roberto Piselli, che amava Settefrati e che aveva studiato amorevolmente la Visione di Frate Alberico.

Frate Alberico da Settefrati e la sua Visione.

 

La Visione di Frate Alberico da Settefrati  

Maria Cedrone - Alberico da Settefrati e la sua Visione Predantesca. 

Presentazione del libro su Alberico di M.A. Cedrone   

Macri - Frate Alberico vide l'Inferno prima di Dante?

Foto presentazione libro Prof. Maria Cedrone

Roberto Piselli - La Visione di Frate Alberico  in Inglese   

La Visione di Alberico; sunto e commento di Roberto Piselli - 2002   

G. Venturini - La Visione di Frate Alberico 

Wikipedia - Alberico da Settefrati 

Riproponiamo le pagine su Frate Alberico e sulla sua Visione pubblicate da questo sito in un arco di tempo di circa 15 anni, certi di far cosa gradita.  Frate Alberico nacque a Settefrati nel 1100 e fu monaco benedettino a Montecassino. Scrisse una Visione  nella quale narra di un suo viaggio nel quale, in sonno, visito' i tre regni dell'oltretomba, l'Inferno, il Purgatorio ed il Paradiso. Alberico nacque 165 anni prima di Dante, ma il tema della sua opera e' lo stesso della Divina Commedia, il viaggio nell'oltretomba visitato in sonno; per essere il tema della Visione lo stesso  della Commedia,  ed avendo Dante visitato Montecassino,  si  e` voluto sostenere  che il Sommo Poeta possa aver letto la Visione ed averne tratto ispirazione per scrivere la sua grande opera; per il vero diversi critici annoverano  l'opera del nostro monaco fra le possibili fonti dalle quali Dante potrebbe essersi ispirato, ma il tema, ancora prima di Alberico era stato trattato, e quindi neanche  la Visione e` del tutto originale in quanto a contenuto. In quanto poi al valore letterario della Visione rispetto salla Commedia ci sono differenze immense a favore dell'opera del Fiorentin fuggiasco... : capolavoro universale ed insuperato il poema di Dante, nemmeno lontanamente paragonabile alla modestia della Visione di Alberico. Una molto interessante citazione dell'opera del nostro monaco  ci viene  pero' dallo storico francese Le Goff , medioevalista celebre, che nel suo studio sulla definizione della teologia del Purgatorio dedica ad  Alberico un intero capitolo, annoverando  l'opera del piu' illustre dei settefratesi fra quelle che contribuirono  a far maturare nella Cristianita' la conoscenza del Purgatorio; difatti  i fondamenti biblici del Purgatorio non sono cosi' numerosi  e chiari come quelli inerenti l'Inferno ed il Paradiso, e la sua definizione sul piano teologico fu piu' tardiva.  Ma una argomentazione a favore dell'esistenza del Purgatorio e'  semplicissima e totalmente e definitivamente convincente:  "Pregare Dio per i vivi e per i morti"  lo facciamo tutti o tutto sentiamo di doverlo fare, o dovremmo farlo..... ma  ... perche' pregare per i morti? Se essi sono in Paradiso non hanno bisogno di noi; se sono all'Inferno le nostre preghiere sono inutili... quindi necessariamente ci deve essere un luogo dell'aldila' dove c'e' bisogno della nostra preghiera, dove essa e' utile, richiesta : ma si' !!! ...:  e` il  Purgatorio dove attenderemo la nostra ed altrui ventura finale ed eterna liberazione...... .  Il Paradiso non lo meritiamo, l'Inferno ci sara' risparmiato dall'Infinita Misericordia ... ergo ...: il Purgatorio e` la nostra vera Unica Patria Possibile e se Alberico ha contribuito a farlo comprendere alla Cristianita` ed all'Umanita'  grande onore gliene vada; grandissimo onore un cui riflesso carezzi anche i colli di Settefrati, la Chiesa Benedettina ed i Cuori dei Settefratesi.  8 febbraio 2016

8 febbraio 2016